L’occultazione lunare di Saturno del 22 maggio 2007

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Il 22 maggio 2007 era prevista un’occultazione di Saturno; in orari e circostanze assai più comodi di quella del 02/03/2007, che mi ero stupidamente perso per un soffio a causa di problemi con la strumentazione.

Per la mia postazione osservativa (città di Genova) le circostanze erano le seguenti (tempi in UTC calcolati con Occult 3.6.0 e riferiti al solo disco del pianeta):

 

Evento Ora di inizio Ora di fine Durata (s)
Inizio dell’occultazione (disco del pianeta oscurato dalla Luna) 19h 32m 00s 19h 32m 42s 42
Fine dell’occultazione (disco del pianeta esce di nuovo alla vista) 20h 37m 39s 20h 38m 17s 38

Essendo il nostro satellite in fase prossima al primo quarto (e in ascesa), l’entrata di Saturno si sarebbe verificata nella parte non illuminata del disco, mentre l’uscita da quella illuminata. Avendo intenzione di riprendere le due fasi dell’occultazione, bisogna tenere conto di quanto segue:

  1. E’ necessario tenere conto che le condizioni di ripresa dei due istanti di inizio e fine sono molto diverse tra loro. La parte più difficile è l’uscita a causa della forte differenza di luminosità tra Saturno e la superficie lunare.
  2. Come per ogni occutazione lunare, bisogna calcolare il punto esatto in cui Saturno uscirà dal disco della Luna;

Rimediare al problema 1 è intrinsecamente molto difficile. Può senz’altro essere d’aiuto l’utilizzo di una telecamera con una dinamica abbastanza elevata, aumentando la luminosità e il guadagno abbastanza da vedere il disco di Saturno. Ciò causerà inevitabilmente la sovraesposizione della superficie lunare. Per migliorare la resa estetica, può essere possibile effettuare in tempi diversi un’acquisizione della zona lunare interessata, effettuando poi una compositazione con la ripresa di Saturno.

Per quanto riguarda il punto 2 facciamo nuovamente ricorso ad Occult, il cui risultato è mostrato nelle mappe che seguono. Saturno è il cerchietto giallo vicino al bordo lunare in basso a sinistra (vicino al cratere Schickard) nella fase iniziale e a destra circa a metà (vicino al cratere Langrenus) in quella finale. In particolare, esaminando una mappa più dettagliata della Luna si nota che il pianeta sarebbe uscito in corrispondenza del Mare Smythii e del cratere Kastner, strutture ambedue sul bordo estremo del disco lunare e un po’ meglio visiili nei giorni dell’occultazione grazie al noto fenomeno della librazione.

Inizio dell’occultazione:

Fine dell’occultazione:

In spite of the poor transparency and high clouds, I managed to shoot both phases through a 9.25″ Schmidt-Cassegrain Telescope, fitted with a Lumenera Lu075M camera, both of which rode atop a Losmandy G11 mount, plus a number of filters and barlow lenses.

The start

Nonostante la giornata caratterizzata da scarsa trasparenza e presenza diffusa di nubi alte, io sono riuscito a riprendere ambedue gli istanti dell’occultazione, utilizzando come ottica principale uno Schmidt-Cassegrain da 9.25 pollici su montatura Losmandy G11 e telecamera Lumenera Lu075M, più eventuali filtri e lenti di Barlow secondo necessità.

Lunar occultation: start phase composite

L’uscita

Questa fase, come si è detto, era più difficile da riprendere. Non essendo l’inseguimento della montatura sufficientemente preciso, non avrei potuto lasciare il sistema da solo per più di un’ora sperando di ritrovarlo esattamente puntato su Saturno. E’ stato quindi necessario, individuare con precisione maggiore possibile il punto di uscita, partendo dalle indicazioni di Occult, e aiutandosi con un atlante lunare più dettagliato.

Alla fine, sono riuscito ad indovinare il punto, facendo sì che gli anelli di Saturno facessero capolino entro il campo visivo della mia ottica (C9.25 + Powermate 2.5X + camera Lumenera), anche se ho sottovalutato la differenza di luminosità, per cui la prima parte della ripresa ha Saturno notevolmente sottoesposto. Inoltre, il netto peggioramento della turbolenza nella fase di uscita ha richiesto l’utilizzo di un filtro rosso. Comunque, quel che conta è l’aver completato la ripresa, la quale sarà pubblicata non appena sarò riuscito a terminare l’elaborazione e il montaggio del filmato.

Poco dopo la fine del fenomeno ho anche catturato due filmati distinti del disco lunare e di quello di Saturno, ottenendo così una compositazione in cui ciascun oggetto appare esposto correttamente.

Saturn (occultation): composite image with both targets correctly exposed

La precisione di calcolo dei programmi

Per stimare con la massima precisione possibile i tempi esatti di ingresso e uscita del disco e degli anelli sarebbe stato necessario sovrapporre alla ripresa, tramite un time inserter, un segnale orario acquisito in tempo reale da una sorgente ufficiale. Io purtroppo non possiedo un’attrezzatura così avanzata, ma sincronizzando al secondo l’orologio del PC è possibile ricavare dei dati interessanti anche dai filmati AVI acquisiti, poiché di ogni frame si conosce con precisione la collocazione temporale. La tabella seguente mostra i tempi da me rilevati, includendo anche un’incertezza dell’ordine di 1-2 sec. dovuta alla difficoltà di stimare ad occhio l’istante esatto di uscita del disco di Saturno.

Istante principale Fenomeno Ora di inizio Ora di fine Durata (s)
INIZIO Oscuramento degli anelli 19h 31m 32s 19h 32m 25s 53
Oscuramento del disco 19h 31m 38s 19h 32m 18s 40
FINE Riapparizione degli anelli 20h 36m 58s 20h 38m 24s 86
Riapparizione del disco 20h 37m 24s 20h 38m 00s 36

E’ molto interessante effettuare un paragone tra gli istanti rilevati e quelli previsti da Occult. Inoltre, per confronto si riportano anche i dati del fenomeno calcolati con Solex 9.1 di Aldo Vitagliano, che ringrazio per la preziosa collaborazione. La tabella sottostante riporta il contronto dei tempi relativi al solo disco del pianeta:

 

Evento Misurato Occult DeltaT (misurato-

occult)

Solex 9.1

DeltaT (measured-

Solex)

Start of disk occultation19h 31m 38s19h 32m 00s-22 s19h 31m 41s-3 sEnd of disk occultation19h 32m 18s19h 32m 42s-24 s19h 32m 23s-5 sStart of disk reappearance20h 37m 24s20h 37m 39s-15 s20h 37m 59s-35 sEnd of disk reappearance20h 38m 00s20h 38m 17s-17 s20h 38m 38s-38 s

Si noti come in ambedue i programmi presi in considerazione tendano a ritardare un po’ rispetto agli istanti rilevati. Nell’inizio dell’occultazione l’accordo tra la rilevazione e i calcoli di SOLEX è davvero notevole, un po’ meno nella riemersione del disco di Saturno. Per contro, Occult invece mostra una discrepanza piuttosto stabile.

Conclusioni

Nel complesso,.il bilancio osservativo di questa occultazione è stato positivo, aiutato senz’altro dal meteo e dall’orario molto comodo. Interessante, infine, è anche da considerarsi il confronto della capacità di calcolo dei vari applicativi. Speriamo di godere di condizioni altrettanto favorevoli alla prossima occorrenza di questo fenomeno, che è sempre molto spettacolare da osservare e riprendere.

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