Wednesday, 17th Oct 2018

giu 14 2017

NGC 4216 e compagnia

NGC 4216

Non inserivo aggiornamenti al mio sito da un bel po’ di tempo. Questi ultimi mesi mi hanno visto impegnato in mille cose: ciononostante, sono riuscito ad effettuare alcune sessioni astrofotografiche sul campo, e ciò che mi manca davvero è il tempo di elaborare i dati grezzi e pubblicare i risultati.

Inizio a recuperare il tempo perduto (o almeno ci provo :mrgreen: ) con questa ripresa della zona di NGC 4216, una galassia a spirale vista quasi di taglio. Questa galassia, appartenente all’Ammasso della Vergine, si trova nella parte settentrionale della costellazione della Vergine quasi al confine con la Chioma di Berenice ed è la più luminosa di un terzetto di galassie a spirale piuttosto noto: NGC 4216, NGC 4206 e NGC 4222.

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gen 13 2017

La Integrated Flux Nebula (IFN) vicino a M81 and M82

La Integrated Flux Nebula (IFN) è un complesso di nubi galattiche di polvere che sono illuminate non da una singola stella o poche stelle, come nel caso della maggior parte delle nebulose, ma dall’energia cumulata del flusso di tutte le stelle dell’intera nostra galassia, la Via Lattea. Il colore dominante è il blu ma non mancano porzioni tendenti al rossiccio.

Trattandosi di nebulose estremamente deboli ed elusive, esse non sono visibili ad occhio nudo ma solo in fotografia a lunga posa di zone di cielo ben lontane dal piano galattico. Le parti più luminose sono visibili alle alte declinazioni dell’emisfero nord, in particolare tra l’Orsa Minore e l’Orsa Maggiore. La zona più fotografata è probabilmente quella intorno alle galassie M81 e M82, sia per la sua (relativa) intensità sia perché la vicinanza alle due note galassie rende l’inquadratura particolarmente interessante.

Per la bassissima luminosità, la IFN richiede pose lunghissime, cieli bui e un’elaborazione molto particolare: per questi motivi, è un oggetto molto difficile da fotografare. Io ci avevo provato già alcuni anni fa, ma senza riuscirci. Un secondo tentativo a fine dicembre 2016 è finalmente andato in porto..

Non essendo molto esperto nell’elaborazione di questo tipo di immagini, ho dovuto faticare molto per mettere in risalto le tenui strutture della nebulosa. Inoltre, dato il largo campo inquadrato (full frame a 500 mm di focale copre circa 4.1 x 2.8 gradi) crea gradienti piuttosto difficili da eliminare nel post processing..

Comunque sia, ecco qua (consiglio vivamente di cliccare sull’immagine per aprirne una versione a maggiore risoluzione):

  Integrated Flux Nebula

La seguente è una versione dell’immagine con annotazioni. Si noti Holmberg 1 (aka PGC 27605 or UGC 5139), una galassia irregolare di 13ma magnitudine.

The IFN (annotated version)La foto presenta alcuni errori: inquadratura migliorabile (M81 è quasi tagliata fuori), stelle non perfettamente guidate e anche un po’ rovinate dalla riduzione del rumore. D’altra parte di dettaglio ce n’è davvero tanto, e quindi posso dirmi abbastanza soddisfatto del risultato

Dati principali di ripresa: reflex Canon 6D non modificata al fuoco diretto di un rifrattore Pentax 75 (500 mm di focale), posa 69 x 5 min. + 31 x 10 min., per un totale di quasi 11h, a 1600 ISO. Elaborazione con Pixinsight e Photoshop.

Buona visione! :mrgreen:

dic 14 2016

December’s Cloudy Moonrise

Wide-field moonrise

Moonrise on December 13th, 2016. Click the picture for a bigger version with all the relevant technical details.

Shooting wide-field is for sure not my specialty, but the view I was treated to on December 13th was just too beautiful to miss out on. Upon leaving the office, I saw a wonderful a rising Full Moon piercing through the clouds, low above the eastern horizon. The Moon was surrounded by a beautiful halo caused by thin cirrus clouds. Furthermore, all this was nicely framed between some barren trees which gave it a sort of an evanescent and mysterious look.

Just by chance, I happened to have my mirrorless camera along. Therefore, I pulled up to the side of a country road and started shooting, both short exposures to preserve details on the lunar disk and long exposures to capture the faint halo. Some technical details:

  • Sony A6000 mirrorless camera, 200 ISO, 1/2 s + 1/25 s exposures.
  • Sony 55-210 mm zoom lens @210 mm, f/6.3
  • My car’s hood served as a nice makeshift tripod :-)

This view reminded me of one of my favorite poems, “Canto Notturno di un Pastore Errante nell’Asia” (“Night Song of a Wandering Shepherd in Asia” by Italian poet Giacomo Leopardi:

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?”

“What doest thou in heaven, O moon?
Say, silent moon, what doest thou?
Thou risest in the evening; thoughtfully
Thou wanderest o’er the plain,
Then sinkest to thy rest again.
And art thou never satisfied
With going o’er and o’er the selfsame ways?
Art never wearied? Dost thou still
Upon these valleys love to gaze?”

I really enjoyed this unexpected opportunity, and hope you’ll enjoy it just as much.

The takeaway from this experience? Always bring your camera along, ’cause you never know! :mrgreen:

ago 17 2016

2016 Perseid Meteor Shower

The Perseid meteor shower in 2016 was expected to peak in the wee hours of August 12 with reasonably good observing conditions (Moon expected to set before the peak). As I was on vacation in the Greek island of Lipsi (Λειψοί), I could not bring along my full setup: instead, I had to make do with my Sony A6000 mirrorless camera (fitted with its ubiquitous 16-50 mm zoom), a small Cullmann tripod and a shutter release remote control.

Therefore, I headed out to a dark site, where I set up my rig and shot multiple 30 s exposures for about an hour, between 2:00 and 3:00 local time (23:00 – 00:00 UT) with the camera set at 6400 ISO and the zoom at the shortest focal length possible (16 mm @ f/3.5).

Out of about 140 exposures, one or more shooting stars were detected in 25 exposures, totaling 27 meteors, i.e. about half of what I managed to observe with the naked eye. These figures are not impressive, the problem being essentially the relatively narrow field of view. For such applications a wider field of view, e.g. such as the one offered by my Canon 6D DSLR + my 14 mm Samyang lens combo, is strongly advisable. Unfortunately, I could not bring a more advanced (but heavier) rig because of restrictions on baggage weight.

When back home, I picked out the shots where at least one meteor was visible, then I put them together in a composite in PixInsight and Photoshop. Here is the final result:

Perseid meteors

The meteors are visible in the image above as multicolor streaks (akin to a rainbow), which appear to be originating from a single spot in the sky, called the “radiant”, located in constellation Perseus. All in all I think the result is not so bad, given the less-than-ideal equipment used.

The most prominent meteors recorded are in the upper right quadrant (the one ending out of the field of view, most likely a fireball) and the one in the bottom right quadrant, closer to M45, the Pleiades star cluster.

Below is an annotated version of the above composite:

Perseid meteor shower 2016 annotated composite

Perseid meteor shower 2016 annotated composite

However, there is indeed much room for improvement. Lessons learned for next time:

  • The A6000 has rather low noise. However, 30 s at 6400 ISO sensitivity is too much even for the low light pollution levels of the most secluded Greek islands. 3200 ISO is more than adequate for this purpose, or shoot shorter exposures (e.g. 15-20 s).
  • Use a wider-field lens.
  • Get a better quality lens. The Sony 16-50 mm zoom is a handy all-round daylight photography lens, but is not suitable for astrophotography because of the many optical flaws (namely, vignetting and coma).

Anyway, enjoy! :mrgreen:

mag 27 2016

Il transito di Mercurio del 9 maggio 2016

Transit of Mercury

Per il 9 maggio 2016 era previsto il transito del pianeta Mercurio sul Sole, a ben tredici anni di distanza dal precedente, verificatosi nel maggio 2003. Essendo passato un bel po’ di tempo, era un’occasione ghiotta per riprendere questo evento che, sebbene meno spettacolare di altri tipi di fenomeni, è comunque molto interessante. Inoltre, le circostanze di osservazione erano piuttosto favorevoli per l’Italia e l’Europa, dato che il fenomeno sarebbe stato visibile quasi per intero, dal primo contatto a metà giornata (ore 13:12 locali) fino all’ultimo contatto in corrispondenza del tramonto (ore 20:42).

Se il transito del 2003 era stato perfettamente visibile grazie ad un’estate iniziata precocemente e finita per essere una delle più lunghe e torride degli ultimi decenni, quest’anno il problema era proprio il meteo, dato che il mese di maggio era iniziato in un contesto di tempo estremamente variabile e inaffidabile. Purtroppo le previsioni per il giorno 9 non lasciavano quasi nessuna speranza il Norditalia e per gran parte dell’Europa centromeridionale.

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mar 27 2016

Nel cuore della Grande Nebulosa di Orione

Non capita molto spesso di riuscire a mettere le mani su un telescopio di classe professionale. Tuttavia qualche volta succede :mrgreen: .

Il 27 dicembre 2015 mi è capitato di effettuare alcune prove sul telescopio dell’Osservatorio di Fascia (maggiori informazioni qui e qui), sito nell’Appennino Ligure a 1400 m d’altezza.

Lo strumento principale è un Ritchey-Chretien della ASTELCO da 800 mm f/8 (6400 mm di lunghezza focale) costruito nel 2010-2011, dotato di montatura altazimutale e due fuochi Nasmyth per osservazione visuale e riprese di immagini. Dopo una serata di prove tecniche, ho colto l’occasione di puntare questo bestione nel cuore di M42, la Grande Nebulosa di Orione. Poche decine di secondi di posa al fuoco nasmyth sono bastate a catturare le più tenui strutture di uno degli oggetti più belli del cielo. La camera di ripresa utilizzata è una SBIG STL-11000, il resto dei dati di ripresa  nella didascalia. Cliccare sull’immagine qua sotto per aprirne una versione a piena risoluzione con tutti i dati di ripresa.

m42-l-deconv-cleaned

Prima dell’elaborazione cosmetica, l’immagine presentava in alcuni punti delle strane strutture, come ad esempio quelle mostrate nel riquadro sotto, che non appartengono alla nebulosa, non sono prodotti dall’elaborazione ma quasi certamente sono dovuti a qualche riflesso interno.

Ghost reflections?

Ghost reflections?

Comunque, buona visione e… grazie per la visita! :mrgreen:

feb 25 2016

M106 & Friends

M106 & Friends

Winter is coming to an end, so it’s galaxy season again! :mrgreen:

Constellation Canes Venatici (The “Hunting Dogs”) is home to a number of spring season gems, the most notable of which is M51, the Whirlpool Galaxy. However, there’s more to this small constellation than one can imagine, as it contains a number of other notable galaxies: M63, M94, M106, etc.

This time I pointed my telescope at M106, a SAB spiral galaxy lying in the northeastern part of the constellation. Shining at 9.1 apparent magnitude, M106 is known for its anomalous arms and is thought to have a massive black hole with a MASER in its core.

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feb 15 2016

Rendez-vous con la cometa Catalina

CatalinaHeaderLa cometa C/2013 US10 fu scoperta il 31 ottobre 2013 dal Catalina Sky Survey, sistema automatico di ricerca di asteroidi e comete. Essendo il perielio previsto per il 15 novembre 2015 e il punto di minima distanza il 17 gennaio 2016, il periodo di migliore visibilità era atteso tra la fine del 2015 e i primi del 2016.

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dic 15 2015

Comet C/2013 US10 (Catalina)

Comet C/2013 US10 (Catalina)

This past weekend (December 12-13) I headed out with some friends to a dark sky location in the Alps at almost 2000 m elevation. We spent two nights imaging/observing, which were partly ruined by thin cirrus clouds rolling over Northern Italy for most of the time.

Needless to say, Comet C/2013 US10 (Catalina) was one of my planned targets, but it turned out to be harder than expected to image, because of the cirrus clouds and the comet being quite low (~ 20°) above the eastern horizon. That’s why even a 50-minute exposure (guided on the comet’s head) barely shows the two tails: the ion tail (pointing at about 11 o’ clock) and the dust tail, pointing at about 4 o’ clock.

The image is B/W only because I concentrated on the luminance given the poor observing conditions: BTW, the raw frames are plagued by quite strong gradients. Some data: 5 x 10 min = 50 min. total acquired with a Moravian G2 8300 FW CCD through a Pentax 105 SDHF refractor; more data available in the caption (click on the image to bring up a slightly bigger version and the caption).

nov 12 2015

La montatura Avalon M-Zero e la motorizzazione Avalon StarGo

mzero-15Oggigiorno, nel mondo dell’astronomia amatoriale le montature equatoriali alla tedesca sono probabilmente il tipo più diffuso di montatura, con una vasta gamma di tipi, portate e prezzi. Naturalmente questa grande varietà si riflette nelle prestazioni, ma le caratteristiche fondamentali e la filosofia di base sono le stesse.

Alternative al disegno alla tedesca non ce ne sono molte: essenzialmente si tratta di montature a forcella, per lo più nella forma tradizionale a doppio braccio. Recentemente, la Avalon Instruments (produttore italiano di accessori per l’astronomia) ne aveva messo in commercio una a braccio singolo, la Avalon M-Uno, che ha riscosso un buon successo. Il concetto di montatura a singolo braccio non è nuovo, ma costituisce una novità nella fascia media del mercato amatoriale.

All’inizio del 2014 è uscita anche una versione più compatta della M-Uno, la M-Zero. Inoltre, mentre le montature Avalon erano fino a quel momento equipaggiate con la motorizzazione Synscan della Skywatcher, la M-Zero era la prima a montare fin dall’inizio la motorizzazione sviluppata dalla Avalon, lo StarGo. Questo nuovo “duo” ha subito attratto la mia curiosità, così ho deciso di fare un test approfondito. La mia proposta è stata accolta con entusiasmo da Luciano dal Sasso, titolare della Avalon, che mi ha fornito un esemplare in prova.

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