29 Marzo 2006: Sole Nero sull’Egitto!

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Dopo l’eclisse anulare del 3 ottobre 2005 (vedi il resoconto dettagliato), ecco un’eclisse totale, per me la seconda dopo quella del 1999. Stavolta, l’ombra della Luna inizia il suo percorso in Brasile, per poi buttarsi nell’Oceano Atlantico e riaffiorare sulla terraferma in Africa sulle coste del Ghana; da qui taglia il continente aftricano da sudovest a nordest attraversando il deserto libico, l’estrema punta nordoccidentale dell’Egitto, da dove si butta nel Mar Mediterraneo per poi riaffiorare in Turchia. Infine, la corsa dell’ombra prosegue in Asia, toccando la Georgia, il Mar Caspio e finendo in Mongolia al tramonto del Sole.

Il massimo dell’eclisse, della durata di oltre 4 minuti, si verifica all’interno del deserto libico; questa zona, insieme con l’egitto nordoccidentale e la Turchia meridionale (zone di Antalya), rappresenta il miglior compromesso tra accesso logistico, vicinanza all’Italia e statistiche meteo, il vero incubo di ogni astrofilo! Alla fine, decido di unirmi al viaggio che il Gruppo Astronomico Tradatese ha organizzato ad El Sallum, località posta sul Mediterraneo all’estremo lembo nordoccidentale dell’Egitto e a pochissimi chilometri dal confine con la Libia (posizione geografica approssimativa: lat. 31° 35′ N, long. 25° 07′ E), dove è prevista una fase di totalità della durata di 3m 56s, cioè quasi il doppio dell’eclisse del 1999 ( Jay Anderson, Fred Espenak and Magellan Geographix):

La nostra spedizione è composta da circa 35 partecipanti, con una notevole varietà nella provenienza geografica (oltre la Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Trentino-Alto Adige, Piemonte, ecc.) e nella curiosità e nell’interesse verso il fenomeno: dall’appassionato incallito (come il sottoscritto :mrgreen: ), a coloro che hanno trovato originale l’abbinata di un viaggio turistico (perché tale è anche stato) all’osservazione di un evento naturale. Bene, a posteriori posso dire la simpatia dei compagni di viaggio è stata una delle ragioni (oltre all’eclisse, naturalmente) che difficilmente mi farà dimenticare quest’avventura!

Si parte nel pomeriggio di domenica 26 marzo dall’aeroporto di Milano Malpensa. O meglio, forse si partirà perché, appena imbarcati tutti sull’aereo, uno dei motori non ne vuol sapere di avviarsi!! Rimaniamo oltre tre ore sull’aeromobile, mentre il personale addetto cerca di riparare il guasto. Con nostro grande sollievo, l’aereo riesce poi ad alzarsi in volo, e a notte fonda arriviamo stremati al Cairo, con la voglia di baciare la pista dell’aeroporto come si dice abbia fatto Cristoforo Colombo scendendo dalla sua caravella, dopo la traversata atlantica!!!

Il 27 marzo è il nostro primo giorno in terra egiziana: mentre ci dedichiamo a fare i turisti, densi nuvoloni si addensano sul cielo della città del Cairo, che in serata viene letteralmente allagata da una serie di forti temporali. Le nostre guide non possono fare a meno di chiederci se tutta quest’acqua, che loro non vedevano da molto tempo, ce la siamo portata noi come dote:

Meteosat image from march 27th at midday local time: heavy thunderstorms are raging thoughtout northern Egypt. This is the perfect weather for eclipse time!

La sera del 27 marzo ci raggiunge anche l’altro gruppo di circa 50 persone, sempre organizzato dal GAT, che osserverà con noi l’eclisse. Il giorno dopo, il 28 marzo, ci si mette in viaggio verso Marsa Matruh dove arriviamo nel tardo pomeriggio, dopo un doveroso tributo ai nostri connazionali caduti ad El Alamein.

Per tutta la giornata, veniamo accompagnati da nuvole che, sospinte da un fresco vento da nordovest, si rincorrono allegramente facendosi beffe delle nostre speranze. La serata si conclude con l’ultimo briefing da parte del Prof. Guaita nella hall dell’albergo di Marsa Matruh.

Arriva il fatidico 29 marzo! Sveglia prima delle 3.00, dato che ci aspettano ancora 200 km prima di arrivare ad El Sallum. Il cielo a Marsa Matruh è sereno, ma sulla strada incontriamo banchi di nuvole a tratti piuttosto fitti, quando ormai manca una manciata di ore al fatidico momento! Arriviamo ad El Sallum verso le 6.00: il cielo è perfettamente sereno, ma dei curiosi “fiocchi” di nebbia scendono dall’altopiano che si erge immediatamente alle spalle della cittadina:

The sky is clear but a thick fog blankets the plateau near El Salloum!

In breve, apprendiamo che la nostra destinazione finale è nei campi allestiti dal governo Egiziano (la cui organizzazione si rivelerà poi impeccabile), che purtroppo per noi sono situati proprio sull’altopiano!! Comunque il dado è tratto, il posto è preassegnato e non modificabile. In teoria sarebbe un deserto, in pratica è una distesa fangosa in cui i pullmann spesso si impantanano con buffe scene più tipiche di una nostra campagna autunnale piuttosto che di un deserto!

A view of the tent camp in the mist

Inoltre, come si vede dall’immagine qui sopra, quei “fiocchi grigi” che affioravano dall’altopiano è proprio nebbia, che ammanta tutto rendendo l’atmosfera ancora più fosca e coprendo ogni cosa con una fitta rugiada. All’alba, il Sole cerca timidamente di fare capolino nella nebbia, ma senza riuscire davvero a dissolverla.

Sunrise: a pale Sun is barely visible in the mist

Sono ormai quasi le 8.00 locali quando iniziamo a tirare fuori e sistemare tutta l’attrezzatura.

Ora non resta davvero che incrociare le dita… Ma con nostro grande sollievo, successivamente la radiazione solare si fa più decisa e riesce gradualmente a sconfiggere la nebbia! Il cielo diventa quindi completamente sereno già intorno alle 10.00 e, complice la perturbazione temporalesca appena passata, la trasparenza dell’aria è davvero ottima.

Eagerly awaiting the eclipse under a crystal-clear sky!

Quindi, come ci si aspettava, verso le 11.20 ora locale (le 9.20 Tempo Universale) la nostra stella comincia ad “ammaccarsi” lievemente: l’eclisse ha finalmente inizio!

Di seguito presentiamo una selezione delle migliori foto. Tutte tranne la sequenza a largo campo sono state scattate con un telescopio rifrattore da 80 mm di diametro e 600 mm di focale (f/7.5), usato al fuoco diretto (cioè come teleobiettivo) con una fotocamera digitale Canon EOS 300D e sensibilità di 100 ISO.

15-frame composite with exposure times from 1/4000s to 4s (in 1-stop increments) during the totality phase: the composite was processed to highlight the delicate streamers in the Sun’s corona. Earthshine from the 4 s exposure was then added.
“One-shot” eclipse sequence. The only image from this eclipse taken with non-digital media (i.e. plain, ol’ film :mrgreen: )
Some shots from the partial phase before totality (times in UT): exposure times from 1/500 to 1/320s
Diamond ring after third contact: exposure time 1/1000 s
The solar corona during totality: exposure time 1/125s
Diamond ring after third contact: exposure time 1/2500 s
Pics of the partial phase after third contact (times are in UT)): exposure times from 1/500 to 1/320s

E così, tanto rapidamente quanto era iniziata, questa eclisse finisce: quasi quattro minuti ci ha tenuto col fiato sospeso, con l’emozione che solo uno dei fenomeni naturali più spettacolari può trasmettere se ammirato dal vivo. Non esistono parole, foto e nemmeno riprese con telecamera che siano davvero in grado di rendere giustizia ad un’eclisse totale.

Ci sono poi tanti fenomeni interessanti collaterali: dalle elusive ombre volanti, che non sono mai riuscito a vedere, alle più conosciute “mezzalune” quando si fotografano, ad esempio, le ombre proiettate delle fronde di un albero. Devo essere sincero, non mi sono curato di niente di questo: ho speso i primi due minuti a scattare foto con notevole frenesia, e poi per quasi altrettanti mi sono fermato, soltanto per guardare. Già, perché in mezzo a tutte queste diavolerie tecnologiche, è giusto che l’occhio torni a svolgere la sua parte. Facendoci ammirare ora la lucentezza di Venere che riusciamo a vedere in pieno giorno, ora lo strano orizzonte che si colora tutto di tonalità rossastre come al tramonto; non solo verso ovest, ma per tutti i 360° della sua estensione, in qualunque direzione si rivolga lo sguardo.

Un’altra curiosità riguardo alle eclissi di Sole è la caduta di temperatura che si verifica durante la fase di totalità. Essa dipende da molti fattori: temperatura iniziale, condizioni atmosferiche (vento, umidità….), istante della giornata, ecc. Ho sentito di persone che, nel cuore del deserto libico, hanno rilevato cali termici di oltre 10 °C grazie al clima secco e all’arroventamento della sabbia per le radiazioni solari.

Il posto dove eravamo noi ha clima certamente desertico, ma data la vicinanza del mare ne sente ancora l’influsso; inoltre, la permanenza della nebbia fino tardi e il teso vento da nordovest (sempre presente, anche se lievemente attenuato durante l’eclisse) hanno contribuito a mantenere bassi i valori termici:

 

Dal grafico di cui sopra si evince un calo medio di poco meno di 5 °C, in parte compensato dall’andamento in crescita della temperatura dovuta alla naturale escursione termica del giorno. Il mio grafico contiene in realtà un errore: il minimo termico dovrebbe essere rilevato non in corrispondenza della totalità, ma poco dopo (10-15 minuti) a causa dell’inerzia termica dell’atmosfera. Questa discrepanza con quanto normalmente riscontrato (v. anche il sito di Lorenzo Comolli) è dovuto probabilmente al fatto che la sonda termometrica è stata messa in condizioni di ombra non ideali, consentendo ai raggi solari di riscardarla già da subito dopo il terzo contatto.

Ecco l’attrezzatura da me utilizzata:

  • come ottica principale, il mio rifrattore Skywatcher ED80 f/7.5, su montatura equatoriale Vixen GP e motorizzata Astromeccanica DA-1
  • come sensore di ripresa, una fotocamera reflex digitale Canon EOS 300D
  • per la sequenza su un unico fotogramma, fotocamera Nikon F3 con obiettivo 50 mm f/1.8 (aperto a f/8) montata tu treppiede Gitzo in fibra di carbonio (un grazie a Fabrizio Giudici per avermelo prestato).
An eclipse chaser with his tools 🙂

Alla fine di questa eclissi, che ho seguito fino in fondo, fino all’ultimo istante in cui la Luna ha salutato il nostro Sole, rimane solo poco tempo per riporre l’attrezzatura, rifocillarsi un po’ e poi via, di nuovo in pullmann alla volta di Alessandra d’Egitto, dove arriveremo nella tarda serata.

Durante il viaggio, però, ci fermiamo un secondo a “salutare” il Sole al tramonto. Dopotutto, la vera “star” (nel vero senso della parola :mrgreen:) è stata proprio lui!

Ringraziamenti

Al termine di questa stupenda avventura, che comunque continuerà per diversi giorni dopo l’eclisse (fino a domenica 02/04/2006, per la precisione) alla scoperta delle bellezze turistiche dell’Egitto, non posso fare a meno di esprimere i miei ringraziamenti:

  • A Madre Natura, per lo spettacolo che ci ha offerto;
  • A tutti i simpatici compagni di viaggio, ed in particolare a Francesca; Valentino, Patrizia; Dario, Letizia, Lorenzo, Armando e Stefano, senza i quali sicuramente non avrei passato i bei momenti di cui serberò vivo il ricordo.
  • All’agenzia Personal Tour di Varese per l’ottima organizzazione, al nostro accompagnatore Tino e alle nostre guide Ashraf e Adel, per la grande cortesia e professionalità che hanno sempre dimostrato.

Link

Quest’eclisse è stata vista da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, principalmente nel deserto libico, ad El Sallum (dove ero anch’io e dove probabilmente c’era il maggiore assembramento), e sulle coste della Turchia meridionale. Di seguito trovate una lista, certamente non esaustiva, di pagine web di altre persone (alcuni dei quali erano miei compagni di viaggio o hanno visto l’eclisse proprio da El Sallum, anche se non ci siamo incontrati) che come me hanno assistito a questo meraviglioso fenomeno e hanno deciso di condividere in rete i risultati dei solo sforzi:

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