L’eclisse totale di sole del 2 luglio 2019

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Ciao a tutti! Questo è il primo post nella nuova versione del mio sito web. Buona lettura! :mrgreen:

L’unica eclisse totale del 2019 si verifica il 2 luglio e stavolta ci porta nell’emisfero meridionale. Quasi tutta la fascia di totalità si trova in mare aperto, nell’Oceano Pacifico, raggiungendo solo verso il tramonto l’unico scampolo di terraferma in Cile e in Argentina.

Quindi questa eclisse poneva una doppia sfida:

  • Totalità quasi al tramonto, quindi con il Sole molto basso sull’orizzonte
  • Periodo dell’anno corrispondente all’inverno australe, quindi con maggior probabilità di copertura nuvolosa.

Ciononostante, io e alcuni amici abbiamo deciso di raccogliere la sfida e di prepararci per l’avventura.

Preparazione

Dopo aver studiato attentamente la logistica e le prospettive meteo grazie a vari siti Internet, tra cui l’ottimo sito di Jay Anderson, con cinque amici (Marco Cardin, Liborio Ribaudo, Lorenzo Burti, Carlo Dellarole e sua moglie) scegliamo di andare in Cile, nella zona della città di La Serena. In realtà le statistiche meteo sarebbero un po’ migliori in Argentina, ma riteniamo che il Sole sia troppo basso sull’orizzonte, 9-10 gradi contro un’altezza media di 13 al momento della totalità per la zona prescelta in Cile.

Il Cile è una sottile striscia di terra stretta tra l’oceano e la cordigliera delle Ande, e quindi con meteo sfavorevole non c’è la mobilità che era disponibile in occasione dell’eclisse negli USA nel 2017. Inoltre, non si può sperare di sconfinare in Argentina, dal momento che d’inverno i passi andini, che in questa zona superano i 4000 m, sono tutti chiusi per neve.

Il nostro viaggio sarà diviso in due parti, i primi quattro giorni nella zona de La Serena per l’eclisse, per poi proseguire nel deserto di Atacama, dove contiamo anche di fare qualche notte di osservazione sotto il bellissimo cielo australe.

Si parte!

La nostra avventura ha inizio venerdì 28 giugno, quando un volo dall’Italia via Madrid ci porta a Santiago del Cile, e da qui ancora in aereo a La Serena, dove arriviamo nel pomeriggio di sabato 29 giugno. All’aeroporto di Santiago troviamo numerosi turisti venuti apposta per questo evento, soprattutto dagli Stati Uniti ma anche da diverse parti d’Europa.

Domenica 30 giugno è un giorno che spendiamo interamente per studiare la logistica della zona, e per trovare un posto adatto all’osservazione che si trovi più vicino possibile alla linea di totalità. Tutta la regione si sta preparando all’evento, per le quali sono attese alcune centinaia di migliaia di persone, la maggior parte delle quali si prevede si muoveranno verso la Valle dell’Elqui e Vicuna. Per questo motivo, le autorità locali hanno predisposto un piano viabilità straordinario in modo da gestire meglio possibile l’eccezionale picco di traffico.

Qualcuno del nostro gruppo ventila l’ipotesi di rimanere a La Serena, dove l’eclisse sarà pure totale, e anche pittoresca poiché si potrebbe godere del tramonto sull’Oceano Pacifico. I problemi sono due. Primo, La Serena è collocata sull’oceano e dunque esposta agli strati nuvolosi bassi che spesso vengono dal mare, specie di mattina e nel tardo pomeriggio; secondo, a La Serena l’eclisse è di 14 secondi più corta rispetto alla linea di centralità, non pochi se si considera che la durata massima è di appena 2.5 minuti.

Dopo una giornata di perlustrazioni, alla fine scegliamo un luogo di osservazione nei pressi de La Vinita Alta collocato su un altopiano a nord de La Serena a circa 1300 m di altezza, a circa 1h30m di strada (in buona parte sterrata) dal centro città. Il punto è buono, vicinissimo alla linea di centralità dell’eclisse, con vista aperta a 360°, in una zona semidesertica, alle seguenti coordinate: latitudine 29°48°18.5” S (29.80514), longitudine 70°51’04”.5 O (70.85125). Il terreno è arido con vegetazione composta prevalentemente da arbusti bassi. Apprendiamo che a un paio di km più a N della zona scelta è stato organizzato un raduno di bislacchi appassionati di musica dall’aspetto molto hippie, che dura ben cinque giorni (https://andeseclipses.org/).

Lunedì 1 luglio è un giorno di organizzazione e preparazione. Io ripasso il mio script di Eclipse Orchestrator, e scopro che sono necessarie piccole correzioni poiché nel luogo usato come riferimento per lo sviluppo degli script l’eclisse ha una durata superiore di 2 s. Se non avessi controllato, questa differenza apparentemente minuscola sarebbe stata più che sufficiente a pregiudicare l’intero risultato (!).

Per quanto riguarda il meteo, appena partiti dall’Italia le previsioni non erano entusiasmanti, ma per fortuna con il passare dei giorni sono migliorate di molto, e le ultimissime notizie sono decisamente promettenti, tanto che da quel punto di vista lì siamo molto tranquilli.

L'eclisse!

Martedì 2 luglio è l’”E-day”, cioè il giorno dell’eclisse. Decidiamo di partire prestissimo per la nostra destinazione, intorno alle 3:30 ora locali, nonostante l’eclisse sia nella seconda metà del pomeriggio. Ma muoversi così presto ha due importanti vantaggi: dribblare il traffico della mattina e trovarci sul posto quando è ancora buio, così da poter stazionare bene le montature. Arriviamo dunque sul luogo prescelto intorno alle 5:30, il che ci permette di scegliere il posto e sistemare con calma la nostra attrezzatura.

La giornata scorre tranquilla, giacché la zona da noi scelta non diventerà mai particolarmente affollati; gli osservatori più vicini sono un gruppo di biker cileni, molto simpatici, ad alcune decine di metri dalla nostra postazione. Il tempo che ci separa dall’eclisse è lungo, ma tante sono le cose da sistemare in vista dell’evento. Ecco alcune immagini del campo e della mia attrezzatura:

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My eclipse imaging rig: Skywatcher EQ5 mount with dual setup: Pentax75+Canon 760D DSLR and Baader-modified Canon 6D DSLR+100-400 L-IS II telephoto lens @250 mm

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L'attrezzatura di ripresa è praticamente la stessa utilizzata per l’eclisse di agosto 2017 negli USA. Lo strumento principale è un rifrattore Pentax 75 SHDF (500 mm di focale, f/6.7) abbinato ad una reflex Canon 760D controllata tra un PC con Eclipse Orchestrator. La ripresa a largo campo è invece affidata a una Canon 6D modificata Baader abbinata a uno zoom Canon 100-400 mm L-IS II impostato a 250 mm f/5.6, nella quale l’acquisizione è controllata da uno script LUA caricato con Magic Lantern. Cambia solo la montatura equatoriale, anche se non molto: una Vixen GP nel 2017, una Skywatcher EQ5 stavolta.

Nonostante sia pieno inverno e ci troviamo ad una quota abbastanza elevata, la temperatura è molto mite. Ma, soprattutto, il cielo è perfettamente sereno, senza nemmeno una nuvoletta in cielo.

La prima parte della giornata, alla fine, scorre via molto più veloce di quanto si potesse immaginare, e alle 15:23:20 locali (le 19:23:20 UTC, o le 21:23:20 in Italia), la Luna fa la prima “ammaccatura” sul disco del Sole, dando inizio alla fase di parzialità. In questo momento il Sole si trova ad un’altezza di circa 23° sull’orizzonte, quindi le ombre sono molto lunghe e la luce ambientale parte abbastanza attenuata. Come già detto, è la prima eclisse che mi sia capitato di vedere così vicino al tramonto.

La fase di parzialità dura circa un’ora, e aumenta la nostra trepidazione sempre più, fino a quando alle 16:38:35 il disco della Luna nasconde gli ultimi raggi del Sole. Qui inizia la totalità, cioè la parte più importante dell’evento. Io ho visto ormai sette eclissi, ma non posso fare a meno di farmi sfuggire esclamazioni di  emozione e di stupore. La bassa altezza del Sole sull’orizzonte, circa 13°, conferisce all’eclisse un aspetto particolare. Mi metto ad ammirare comodamente la fase di totalità attraverso il binocolo e i telescopi portati dall’amico Marco Cardin, mentre in sottofondo sento le raffiche di click delle due reflex che lavorano alacremente J . In cielo si notano alcune stelle e pianeti (Sirio, Canopo, Giove). Una cosa importante da segnalare: per la prima volta nella mia vita sono riuscito a vedere chiaramente le ombre volanti, proiettate sul cofano del SUV noleggiato, che è bianco.

Alle 16:41:06 locali, l’anello di diamante ci annuncia la fine della fase di totalità, come al solito troppo presto. Il Sole, bassissimo sull’orizzonte si avvia ormai al tramonto, tanto che non riusciamo a vedere il quarto contatto, poiché il Sole sparisce rapidamente dietro una montagna ancora nella fase di parzialità.

Risultati

Nonostante la bassa altezza sull’orizzonte, la perfetta limpidezza del cielo mi ha consentito di ottenere risultati di buon livello. Visto che il nostro piano era di rientrare in Italia solo dopo una settimana, non sarei stato in grado di elaborare i miei scatti grezzi fino ad allora. D'altro canto, avevo necessità di elaborarli prima possibile per avere qualche chance di vedere le mie foto pubblicate su siti famosi o sui social media. Per fortuna a La Serena c'era una connessione Internet decente, perciò mi sono affrettato a inviare diversi Gb di dati all'amico Lorenzo Comolli, che ha realizzato le compositazioni HDR e delle protuberanze visibili qua sotto.

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Nel corso dell’eclisse ho anche registrato i principali parametri ambientali (temperatura, umidità, pressione). Dato che l’eclisse era prossima al tramonto, era nettamente predominante l’effetto del calo di temperatura che si osserva a fine giornata in una giornata serena. In questo caso non si è quindi riscontrata la classica caduta temporanea di temperatura tipica delle eclissi che si verificano in pieno giorno.

Conclusioni

TSE2019 trip participants under the tropic of capricorn sign

Per i motivi esposti  in precedenza, questa eclisse costituiva una sfida non da poco, perciò nel complesso sono contento dei risultati ottenuti. L’unica nota storta è che molte delle pose ottenute con la 6D e lo zoom Canon sono uscite mosse: io ipotizzo che il supporto che connette la 6D alla barra dei contrappesi della montatura sia troppo lungo, e che ciò causi un leva che amplifica le vibrazioni dell’otturatore. Ritengo perciò il raccordo andrà completamente riprogettato.

Come ciliegina sulla torta, il nostro splendido viaggio è proseguito per alcuni giorni nel deserto di Atacama, dove abbiamo goduto degli splendidi paesaggi andini e per due notti anche del cielo australe di alta quota. Ma questa è un’altra storia che magari descriverò in un successivo articolo.

Per adesso godiamoci i frutti di questa eclisse. Ma il pensiero vola già a quella di dicembre 2020, che la sorte ha voluto si verificasse sempre tra Cile e Argentina, una decina di gradi di latitudine più a sud. Comunque avrò tempo per pensarci e pianificare.

Alla prossima avventura! :mrgreen:

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