Thursday, 27th Jul 2017

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gen 19 2014

La saga della cometa Lovejoy

CoverMosaic

Nell’ultimo scorcio del 2013 la ISON non era l’unica cometa visibile, e grazie… al cielo, dal momento che si è rivelata un completo ed autentico “flop”. Verso fine novembre le comete visibili, tutte al mattino, erano ben quattro, la più luminosa delle quali, la C/2013 R1 Lovejoy, ha offerto uno spettacolo di tutto rispetto.

Scoperta il 7 settembre 2013 dall’astrofilo australiano Terry Lovejoy, questa cometa si è mantenuta ben visibile nella seconda parte della notte, solcando tra ottobre e novembre le costellazioni invernali (Unicorno, Cancro) per poi spostarsi nei Cani da Caccia e nel Boote tra la fine di novembre e i primi di dicembre, e quindi in Ercole nella seconda metà di dicembre.

Il picco di luminosità si è verificato tra la fine di novembre e i primi di dicembre, quando la cometa è passata a circa 0.4 UA dalla Terra raggiungendo la magnitudine 5 o anche qualcosa meno: il perielio è invece occorso il 25 dicembre, ma ormai la distanza dalla Terra era aumentata a circa 0.8 UA. Al momento (metà gennaio 2014) la cometa è ancora visibile nei cieli del mattino in Ofiuco, e nel frattempo si è indebolita fino circa alla mag. 7.

Le mie immagini

Ammettiamolo subito: santa Lovejoy! Essa è servita – e immagino non solo a me – a compensare un po’ la cocente delusione patita con la ISON, tanto che se non erro è diventata la cometa che ho fotografato di più, con otto serate ad essa dedicate (in tutto o in parte) nell’arco di quasi due mesi. Nemmeno per la Hale-Bopp ero arrivato a tanto :mrgreen:

Le foto sono state acquisite con un’attrezzatura abbastanza eterogenea, tra ottiche e camere di ripresa. Penso che la cosa migliore sia riassumere tutto in una tabella:

Data e ora Luogo Ottica Camera ISO Posa Note
1 novembre 2013 04:15 CET Bogli (PC) GSO 8-inch RC Canon 450D 1600 10 x 180 s = 30 min
7 novembre 2013 05:20 CET Varese Pentax 75 SDHF Canon 5D 800 5 x 180 s = 15 min Congiunzione with M44, il Presepe
12 novembre 2013 05:50 CET Varese Pentax 75 SDHF Canon 450D 1600 10 x 150 s = 25 min
28 novembre 2013 06:15 CET Varese Canon 500D 800 21 x 90 s = 31.5 min
4 dicembre 2013 06:00 CET Varese Pentax 75 SDHF SBIG ST10-XME 20 x 150 s = 50 min
7 dicembre 2013 05:15 CET Pian dell’Armà (PV) Pentax 75 SDHF Canon 5D 800 27 x 180 s = 81 min Velature
16 dicembre 2013 06:35 CET Varese Pentax 75 SDHF SBIG ST10-XME 10 x 120 s = 20 min
31 dicembre 2013 06:20 CET Bogli (PC) Pentax 75 SDHF Canon 5D 800 6 x 600 s = 60 min Velature molto spesse

Gli orari della posa si riferiscono alla media dell’intervallo di acquisizione.

Il 1° novembre (la notte di Halloween) è la mia prima foto della cometa, scattata dai cieli bui dell’Appennino con una Canon 450D modificata “full-spectrum” e filtro Astronomik EOS Clip “L” al fuoco diretto di un Ritchey-Chrétien da 8 pollici (20 cm) della GSO. La Lovejoy, di magnitudine poco oltre la 7, con poca coda e una bella chioma di colore verde.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Tra il 6 e l’8 novembre è il momento di una bell’incontro ravvicinato con l’ammasso aperto M44 (Presepe). La mattina del 7 riesco a fotografarla per la prima volta dal giardino di casa in una bella notte limpida quando essa si trova a circa 1.5° dall’ammasso, quindi stavolta devo utilizzare una strumentazione a largo campo (Canon 5D + Pentax 75, che coprono un campo di 4.1 x 2.7 gradi). Peccato per l’inquadratura non impeccabile, ma nel complesso il risultato mi sembra comunque gradevole.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Il 12/11 è la volta della terza foto, la seconda da casa mia: la Lovejoy, nel frattempo, ha raggiunto la magnitudine 6. Questa foto è stata realizzata con Pentax 75 e 450D. Le condizioni atmosferiche hanno creato parecchi difetti nell’immagine (in particolare un gradiente). L’elaborazione, morbida e molto ben curata, è a cura dell’amico Edoardo Radice, a differenza delle altre foto che sono state elaborate dal sottoscritto.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Passano altre due settimane abbondanti, durante le quali sia per il meteo inclemente sia per impegni personali non riesco a seguire la cometa. Tuttavia alla fine di novembre, mentre scorrono le deludenti notizie sulla dissoluzione della ISON inizia un periodo abbastanza lungo di cielo sereno e limpido che mi permetterà di fotografare diverse volte la cometa. Il 28 novembre la fotografo da casa mia, ma stavolta a campo stretto con l’RC da 20 cm e la Canon 500D. Siamo nel periodo di massima luminosità e di massima vicinanza alla Terra, che si estende fino alla prima decade di dicembre: in questo periodo la cometa è stimata di magnitudine 5.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Grazie al maggiore ingrandimento offerto dai 1600 mm di focale dell’RC, già nelle foto del falso nucleo si apprezzano diversi “sbuffi”, che diventano ben evidenti applicando l’algorimo di Larson-Sekanina:

Comet C/2013 R1 Lovejoy

il riquadro mostra un ingrandimento dei getti; la freccia rossa punta in direzione della coda della cometa.

Il 4 dicembre la fotografo ancora da casa mia, per la quarta volta di file, sempre con il Pentax 75 ma stavolta usando il mio fido CCD SBIG ST10-XME con filtro L. Devo dire la superiorità del CCD rispetto a qualunque fotocamera: nonostante l’ inquinamento luminoso e la limitata risoluzione dello strumento, nella coda si riescono ad apprezzare numerosi dettagli.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Circa dieci giorni più tardi è la volta della classica uscita sotto i cieli bui dell’Appennino per la luna nuova. Dopo essermi divertito con gli oggetti del cielo profondo, verso la fine della nottata dirigo lo “sguardo” verso la Lovejoy, che fotografo ancora con Canon 5D e Pentax 75. Qui grazie al minore inquinamento luminoso si apprezza bene la coda della cometa, che misura oltre 3° (ma dalle foto con teleobiettivi a largo campo sappiamo che era lunga oltre il doppio). La luminosità della cometa sta iniziando la sua parabola discendente, ma nonostante tutto è ancora un bell’oggetto ai limiti della visibilità ad occhio nudo.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Verso metà dicembre fotografo di nuovo la cometa sempre con il Pentax 75 e CCD ST10. Assai apprezzabili i dettagli nella coda, più evidenti che nella foto scattata ai primi del mese. La cometa è ora chiaramente più debole di qualche settimana prima (mag. Quasi arrivata alla 6).

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Passati i bagordi natalizi :mrgreen: arriva l’uscita per il cielo profondo in Appennino in corrispondenza dell’ultima luna nuova del 2013. Purtroppo la nottata è viziata da velature molto pesanti, che compromettono pesantemente il risultato: si vedano gli aloni intorno alle stelle più luminose. Per elaborare la foto ho dovuto lottare con gradienti di ogni tipo: perciò penso che in quelle condizioni non sarebbe stato possibile fare molto di meglio. Questa è anche la mia ultima foto della cometa.

Comet C/2013 R1 Lovejoy

Conclusione

Anche se certamente non è stata al livello di una Ikeya-Seki o una McNaught, penso che la C/2013 R1 Lovejoy ha dato delle belle soddisfazioni. E non perché sia servita come “ripiego” per la ISON, ma perché è stata più luminosa del previsto e ha offerto delle belle opportunità dal punto di vista fotografico. Almeno per me che sono alle prime armi in questo tipo di elaborazione delle immagini, ha anche offerto alcune interessanti sfide anche da questo punto di vista, v. ad esempio la lotta contro gradienti e difetti cosmetici e il tentativo (secondo me abbastanza riuscito) di congelare il moto della cometa in alcune foto, mostrandola immobile rispetto alle stelle di fondo.

Non c’è che dire: addio cometa Lovejoy, è stato davvero un piacere incontrarti!

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