La camera di autoguida StarAid Revolution

Nella mia spedizione osservativa a Tivoli Farm nel luglio 2019 mi ero portato anche uno Star Adventurer per foto a largo campo insieme alla mia camera stand-alone, la Lacerta MGEN. Tuttavia, la MGEN ha iniziato a fare le bizze quasi subito, mettendo a rischio il mio programma di immagini a largo campo. Così ho chiesto aiuto al padrone di casa, Reinhold Schreiber, sempre gentile e disponibile, il quale nell’incredibile assortimento di materiale astronomico aveva anche una camera di autoguida stand-alone di cui non avevo mai sentito parlare, la StarAid Revolution.

Utilizzo sul campo

La Revolution è una camera di guida veramente compatta, grande poco più di un oculare da 31.8. Oltre alla camerina, nella confezione troviamo un semplice manuale di istruzioni, un alimentatore da 220V AC a 12 V DC,  un cavo USB per il collegamento al PC, un cavo di ST4, e lo splitter, una specie di “saponetta” che funge da “hub” tra l’alimentatore, il cavo di autoguida e il cavo di collegamento alla camerina stessa:

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StarAid Revolution - unboxing

StarAid Revolution - unboxing

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StarAid Revolution - user documentationmanual

StarAid Revolution - user documentationmanual

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StarAid Revolution - camera

StarAid Revolution - camera "hub"

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StarAid Revolution - camera head (side view)

StarAid Revolution - camera head (side view)

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StarAid Revolution - camera head (rear view)

StarAid Revolution - camera head (rear view)

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StarAid Revolution - power supply

StarAid Revolution - power supply

L’alimentatore è richiesto solo se la si usa in modalità stand-alone, in alternativa si può usare il cavo USB o collegando la camerina a un PC oppure usando un power bank.

Questa camera ha due caratteristiche veramente interessanti e innovative: il controllo da dispositivo mobile via WiFi e la possibilità di fare plate solving per identificare l’area di autoguida ed automatizzare l’allineamento polare.

L’unità che ho avuto modo di usare era uno dei primi esemplari, perciò prima di usarla l’ho aggiornata all’ultima versione disponibile del firmware. Il manuale è stringato ma chiaro, comunque devo dire che i collegamenti sono facili per chi ha un po’ di dimestichezza con questo genere di dispositivi.

La Revolution crea una WiFi locale, alla quale è necessario connettere il dispositivo mobile che si userà per il controllo della camerina. Una volta collegati alla WiFI, non è necessaria nessuna app: la camera può essere controllata semplicemente connettendosi tramite un qualunque browser (io ho usato Chrome) all’indirizzo IP della camera. Questa integra un piccolo web server che offre tutte le pagine e le funzionalità necessarie per controllare/gestire l’autoguida, l’allineamento polare assistito, il live view e il plate solving.

Per l’autoguida si è operativi in pochi minuti:

  1. Si connette la camerina e si apre la pagina web di controllo
  2. Si apre il live view per mettere a fuoco
  3. Si ritorna nel menù di autoguida e la si avvia. La camerina effettua automaticamente la calibrazione e ad autoguida avviata si può aprire una pagina che mostra in tempo reale i grafici di guida in AR e declinazione.
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StarAid Revolution - Home page

StarAid Revolution - Home page

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StarAid Revolution - RA and DEC guiding error plot

StarAid Revolution - RA and DEC guiding error plot

Una volta avviate le riprese, si può utilizzare il dispositivo mobile (nel mio caso, un tablet Asus da 7”) per controllare il comportamento della guida da remoto, intervenendo solo in caso di necessità. E’ consigliabile non allontanare troppo il dispositivo mobile di controllo dalla portata della WiFi della camera, perché questo può dare qualche problema nella riconnessione (anche se l’unità continua comunque ad autoguidare in autonomia). Nel mio caso, avevo piazzato il sistema di ripresa a pochi metri dell’osservatorio con lo strumento di ripresa principale, dove il tablet mi permetteva di tenere sotto controllo la situazione dello Star Adventurer (per altro caricato ai limiti della sua portata):

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StarAid Revolution - operation

StarAid Revolution - operation

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Ecco un paio di immagini guidate con la StarAid Revolution:

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Conclusioni

Per quanto riguarda l’autoguida, devo dire che la Revolution è facile da usare e funziona molto bene, quindi mi ha salvato il programma di acquisizioni a largo campo. Possiamo riassumere in breve quelli che secondo me sono i pregi e i difetti.

Pregi:

  • Compatta e facile da usare
  • Autoguida efficiente
  • Comodo live view
  • Controllo remoto senza fili
  • L’interfaccia basata su un semplice browser consente l’utilizzo da qualunque dispositivo (cellulare, tablet, PC portatile o desktop, scegliete voi!)
  • Plate solving e allineamento polare assistito (che non ho testato)

Difetti:

  • Mancano un paio di caratteristiche che io considero indispensabili in una camera stand-alone: il controllo della reflex e il dithering (che invece la MGEN ha).
  • La connessione wifi significa che il dispositivo usato per il controllo non può collegarsi a Internet a meno che non sia disponibile un’altra interfaccia di rete
  • Prezzo elevato (vicino ai 1000 EUR)

In definitiva, si tratta di un prodotto con alcune caratteristiche decisamente interessanti, il cui successo potrebbe però essere un po’ frenato dall’assenza di un paio di funzionalità importanti e dal prezzo non proprio bassissimo.

Sempre per correttezza devo infine segnalare che dall’estate del 2019 il produttore ha rilasciato numerosi aggiornamenti del firmware che hanno portato molti aggiornamenti e correzioni di bug, nessuno dei quali però io sono riuscito a testare. Si prega di consultare la relativa pagina web per dettagli.

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