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nov 20 2010

Addio a due vecchie “amiche”

SkyTelAndAstronomy

Dopo esser stato abbonato ad Astronomy and Sky & Telescope per quasi vent’anni, ho deciso che molto probabilmente rinnoverò l’abbonamento triennale a Sky and Telescope che scadrà a marzo del 2011. Cliccate sul link qua sotto per saperne di più!

Sono un appassionato astrofilo e lettore di riviste di astronomia dai primi anni ’80. Ricordo ancora il giorno in cui comprai la mia prima rivista di astronomia, un numero de “L’Astronomia”: era la fine del 1984 e avevo 12 anni. Ben presto decisi di abbonarmi, e ne continuai ad essere affezionato lettore fino a quando non chiuse nel 2001.

Due anni dopo, nel 1986, riuscii ad ottenere un numero di Sky & Telescope, e si può dire che fu “amore a prima vista”: essa mi colpì per il suo contenuto di alto livello e le belle immagini, ma a quei tempi non mi potevo permettere un altro abbonamento. Poi, nel 1992, mentre ero uno studente di ingegneria, mi capitò un’offerta che davvero non potei rifiutare: un abbonamento ad Astronomy ad una tariffa per studenti. L’unico inconveniente era la spedizione via terra, a causa della quale in numeri mi arrivavano quasi sempre in ritardo di un mese. Ma non era un grosso problema: l’importante era aver accesso ad una pubblicazione di alta qualità in inglese ad un costo assai vantaggioso.

Rimasi un affezionato lettore di Astronomy per circa sette anni. Il tempo passò e alla fine degli anni ’90 la qualità di questa rivista era calata apprezzabilmente. Per questa ragione mi rivolsi nuovamente a Sky & Telescope, che era ancora la mia “stella polare” in fatto di riviste di astronomia. Così, nel 1999, decisi di “scaricare” Astronomy per passare a Sky & Telescope.

Passarono altri otto anni come soddisfatto abbonato di S&T. Poi, nel 2007, essa andrò incontro ad una radicale ristrutturazione. Tutta la stampa tradizionale si trovava sotto pressione da parte dei media digitali, Internet in primis, e le riviste di astronomia non facevano eccezione. In seguito ad un comprensibile tentativo di catturare nuovo pubblico, i contenuti della rivista furono cambiati pesantemente, con un generale scadimento della qualità, che fece di S&T una rivista decisamente più “ordinaria”. Molto del precedente contenuto di alto livello era sparito: articoli e recensioni declassate a semplici “riassuntini“ di due pagine, rubriche; persino la qualità di stampa non era più la stessa. Successivamente, qualche mese fa mi è capitato di ricomprare un paio di numeri di Astronomy per vedere se la principale concorrente di Sky & Telescope fosse per caso meglio, ma rimasi molto deluso.

Il mio abbonamento a S&T scadrà a marzo 2011, e data la situazione molto probabilmente non lo rinnoverò. Non mi si fraintenda: per me la carta stampata riveste ancora moltissima importanza, e preferisco leggere un articolo scritto su qualcosa che posso toccare e sfogliare piuttosto che sullo schermo di un PC. Comunque è innegabile che ormai le riviste americane non abbiano ormai quella “marcia in più” che le contraddistingueva rispetto alle loro controparti europee, e ci sono alcune pubblicazioni italiane o francesi che contengono ancora articoli tecnici di ottimo livello. L’ultima ragione valida rimasta per leggere le riviste americane è la lingua, e ho paura che non sia abbastanza. Da questo punto di vista, direi, Internet è diventata una migliore sorgente di informazioni.

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