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ago 20 2009

22 Luglio 2009 – L’Eclisse del Dragone: All’inseguimento del Sole fra le nuvole

MosaicIntro_640

Nel 2009, il “mestiere” di cacciatori di eclissi ci porta in Asia, per quella che dovrebbe essere l’eclisse più lunga del XXI secolo (6m 39s la massima durata). Con questa, il conto delle eclissi per me arriverebbe a cinque: in Siberia 01/01/2008 (resoconto dettagliato), 29 marzo 2006 in Egitto (resoconto dettagliato), 03/10/2005 anulare in Spagna (resoconto dettagliato), 11/08/1999 in Ungheria. Stavolta la fascia di totalità inizia alla mattina presto in India, prosegue in Bangladesh e taglia tutta la Cina da ovest ad est lungo la valle del fiume Yangtze. Arrivata sulla costa in prossimità di Shanghai, l’ombra della Luna si getta nell’Oceano: da qui in poi sarà soltanto mare, a parte alcune isole del Giappone (es. Iwo Jima) e del pacifico sudoccidentale (es. Isole Mashall, Cook, Kiribati). E’ interessante notare che la fascia di totalità, nel suo percorso sulla terraferma, interessa una zona tra le più densamente popolate del mondo, nella quale si trovano diverse grandi metropoli (Chongqing, Wuhan, Hangzhou, Shanghai).

Ecco la mappa nel dettaglio (cortesia Jay Anderson):

GeneralMap

Come è noto, durante il periodo estivo l’Asia meridionale (da ovest a est: Pakistan, India, Bangladesh, Indocina, Indonesia, Cina meridionale e Giappone) è colpita dal monsone umido, che reca piogge copiose e abbondante copertura nuvolosa. La Cina centro-orientale risente in realtà solo in parte di questo regime: in particolare, la valle del fiume Yangtze è soggetta al cosiddetto mei-yu, un fronte nuvoloso quasi stazionario che si estende in senso sudovest-nordest dalla terraferma fino al Mare della Cina e al Giappone, responsabile delle piogge estive (dette anche plum rains, perché si verificano nel periodo di maturazione delle prugne) tra la fine di giugno e metà luglio. Successivamente, fino a fine agosto, si ha un misto di incursioni depressionarie e ondate di alta pressione con alcuni tifoni, che però sono rari a latitudini intorno a 30° N.

Nella scelta del luogo di osservazione, si cerca normalmente il migliore compromesso tra durata, accessibilità e statistiche meteo. Ovviamente queste ultime non assicurano nulla riguardo al tempo che farà al momento clou, ma sono uno dei pochi strumenti su cui fare affidamento. In questo i più avevano scelto Shanghai, che godeva delle migliori prospettive (probabilità di cielo sereno poco meno del 50%) di tutta la parte della fascia della totalità che si estendeva sulla terraferma. Di tutte le eclissi che sono andato ad osservare, questa senza dubbio offre le chance peggiori.

Preparazione

Essendo questa la mia quinta quinta eclissi di Sole, la fotografia di questo tipo di fenomeno non rappresenta certamente una novità. Nei casi precedenti la ripresa era sempre stata effettuata in modo manuale, cioè utilizzando un normale scatto flessibile da azionare secondo un programma predefinito: per questa eclisse decido di utilizzare per la prima volta un PC per pilotare l’acquisizione delle immagini con la mia fotocamera Canon.

In realtà, in un primo momento avevo pensato di fotografare in manuale anche questa eclisse: tuttavia, alcune considerazioni mi fanno cambiare idea. Innanzitutto, gli ottimi risultati ottenuti già nel 2006 da Lorenzo Comolli e Alessandro Gambaro, che avevano pilotato l’acquisizione in modo automatico tramite un applicativo dedicato, Eclipse Orchestrator di Fred Bruenjes; Lorenzo ha in progetto di fare la stessa cosa anche per questa eclisse. Poi, la disponibilità sul mercato di PC compatti, chiamati anche netbook, che in meno di 1.5 kg e a prezzi contenuti offrono una potenza di calcolo dignitosa e, soprattutto, la lunga durata della batteria (fino a 5 e più ore).

Quando acquisto il netbook è già abbastanza tardi (metà giugno): mi metto quindi subito al lavoro, e nei fine settimana successivi effettuo molte prove con Eclipse Orchestrator, purtroppo senza grossi risultati a causa del ritardo con cui la mia fotocamera elabora i comandi impartiti dal computer, che la fanno andare in tilt quasi subito. Siccome non c’è molto tempo per risolvere il problema, decido di adottare una soluzione ibrida con un altro software: DSRL Remote Pro. Anche questo programma permette il controllo remoto da PC con un buon grado di automatismo, ma non possiede la funzionalità di scripting di Eclipse Orchestrator: quindi l’intervento umano è richiesto in determinati istanti per cambiare alcuni parametri della camera (tempo di posa, qualità dell’immagine, etc). Tutto ciò avviene comunque senza nemmeno sfiorare né la fotocamera, né il telescopio.

Eclipse Orchestrator non è rimasto inutilizzato. Oltre a possedere un sistema molto preciso di calcolo e visualizzazione in tempo reale dell’eclisse, tra i suoi comandi di scripting ne esiste uno che permette di riprodurre dei file sonori (normali WAV) in istanti espressi relativamente ai tempi all’eclisse, in particolare il secondo e il terzo contatto (C2 e C3). In questo modo è possibile, ad esempio farsi avvisare al momento esatto quando è necessario levare o rimettere i filtri (rispettivamente a C2-40s e C3+40s), iniziare o terminare la raffica per l’anello di diamante (C2 e C3 +/- 20s), o cambiare le impostazioni di DSLR Remote Pro. Riassumendo, ecco il mio programma fotografico con lo strumento principale (rifrattore Skywatcher ED80 con Canon EOS 350D modificata con filtro Baader):

  • Fasi di parzialità in ingresso e uscita: acquisizione automatica di una foto ogni minuto con DSLR Remote;
  • Totalità: acquisizione automatica continua di sequenze di 11 stop centrate su 1/15 s (quindi, comprendenti tutti i tempi di posa da 1/500 s a 2s ad intervalli di uno stop);
  • Secondo e terzo contatto: acquisizione della raffica per 40 s (+/- 20s rispetto all’istante di contatto) in modo completamente manuale a circa 3 frame/s, tenendo premuto il pulsante di scatto remoto e con la macchina in modaltà di scatto continuo. Prevista l’acquisizione di circa 100 fotogrammi per ciascuna raffica
  • Fotocamera sempre a 100 ISO e in modalità RAW, a parte per le due raffiche riprese in modalità JPEG che è evidentemente molto più veloce.

Oltre alle fotografie a lunga focale con il telescopio, con il nostro gruppo avevamo messo in cantiere numerose altre attività di ripresa e indagine:

  •  Utilizzo di una telecamera montata in parallelo al telescopio;
  • Ripresa per fare un filmato time-lapse tramite una fotocamera fissa pilotata da un timer automatico e dotata di obiettivo a largo campo (10 mm chiuso a f/8) con l’acquisizione di una foto ogni 15 s;
  • Misurazioni dei parametri ambientali (es. pressione, temperatura, umidità) tramite una stazione meteo portatile, con campionamento dei dati ogni 15-20 s;
  • Misurazioni della luce ambientale tramite un luxmetro;
  • Ripresa della corona solare con teleobiettivo dotato di filtro polarizzatore rotante.

Come vedremo fra poco, tuttavia, non è stato possibile effettuare buona parte delle attività previste.

Ritorniamo ora all’assillo principale di ogni cacciatore di eclisse: il meteo. Da metà giugno comincio a monitorare con attenzione le condizioni e le previsioni per la Cina, ed in particolare per Shanghai. Il 20 giugno, un quotidiano locale, “Shanghai Daily”, annuncia l’inizio “col botto” (temporali) delle plum rains, precisando che dureranno circa tre settimane apportando accumuli precipitativi inferiori alla media. Successivamente, dai primi di luglio raccolgo una lista di link a siti meteo di vario tipo (situazione in tempo reale, immagini satellitari, modelli previsionali numerici, ecc.) che considero un valido aiuto nella decisione sul campo. Come previsto, verso il 10 luglio le plum rains cessano e lasciano spazio ad un periodo di tempo complessivamente buono, dominato da un campo di alta pressione che porterà temperature fino a oltre 40° in tutta la valle dello Yangtze, Shanghai inclusa. Verso il 12 luglio, nei giorni immediatamente precedenti la partenza, mentre fervono i preparativi, le previsioni cominciano ad ipotizzare un guasto meteo su Shanghai proprio per i giorni dell’eclisse. Tuttavia manca ancora troppo tempo (10 giorni) perché le si possa considerare attendibili, per cui non ci si preoccupa ancora.

Si parte!

Arriva il giorno della partenza, 14 luglio. Un volo intercontinentale da Genova via Parigi ci porta a Pechino il 15 luglio, dove ci accoglie prima un tempo caldo e uggioso, con uno strato di bruma, nuvole basse e smog, che solo raramente lascia intravedere il Sole: in queste condizioni visitiamo anche la Grande Muraglia. Poi il 17 luglio una giornata di pioggia torrenziale accompagna la nostra visita a Piazza Tienanmen e alla Città Proibita. Dal 18 al 20 luglio siamo invece a Xi’An, la città dell’Esercito dei Guerrieri di Terracotta, dove la situazione del cielo è un po’ migliore ma l’afa si fa sentire pesantemente.

Pechino – Piazza Tien An Men (sotto la pioggia battente)

TienAnMenSquare

Pechino – La Città Proibita

ForbiddenCity

Badaling (100 km a NW di Pechino) – La Grande Muraglia (nella nebbia)

GreatWallBadaling

Xi’An – Esercito dei Guerrieri di Terracotta sotto la gigantesca tensostruttura

TerracottaWarriors

Durante la nostra permanenza a Xi’An, quando mancano ormai meno di cinque giorni all’eclisse, l’atmosfera si fa frenetica, dato che tutti i modelli previsionali, seppure non senza differenze, insistono nel prevedere il crollo del campo di alte pressioni che fino a quel momento aveva dominato la scena nella Cina centromeridionale, e la formazione di un minimo barico poco a nord di Shanghai. In altre parole: brutto tempo e pioggia per tutta la valle dello Yangtze, e in particolare per Shanghai. Come si sa, più ci si avvicina al giorno della previsione più la sua attendibilità aumenta: ciò fa crescere la preoccupazione soprattutto in coloro che, come me, considerano l’osservazione dell’eclisse lo scopo principale del viaggio.

Arriviamo il 20 luglio a Shanghai, accolti da un caldo torrido (oltre 40 gradi) e tempo bello. Nel frattempo i modelli previsionali, pur non concordando ancora, assegnano alla zona tra Chongqing e Wuhan le chance (relativamente) migliori di tutta la parte cinese della fascia di totalità. A questo punto mi viene in mente l’idea di commettere una piccola pazzia: quella di compiere un “blitz” solitario a Chongqing se le previsioni per Shanghai non cambieranno.

Mappa della Cina con evidenziate le città di Shanghai e di Chongqing e la distanza fra di esse. In linea d’aria sono più di 1500 km.

ChinaMap

La cosa naturalmente non è scevra da incertezze, dato che muoversi in Cina, che pure è Paese abbastanza progredito, non è così facile come in Europa. In questi giorni il tempo trascorso al computer a consultare carte meteo ed immagini satellitari è molto, forse troppo, il che alimenta ulteriormente la tensione e il nervosismo per il timore di perdere lo spettacolo per il quale abbiamo fatto tanta strada. Nel frattempo, la sera del 20 scopro che il gruppo degli Astrofili Ferraresi (Ferruccio Zanotti & C.), alloggia nel nostro stesso albergo: loro prevedono di muoversi in pullman molto presto la mattina del 22 e dirigersi verso sud/sudovest in cerca di uno squarcio fra le nuvole.

Animazione della situazione meteo al momento della totalità. Cliccare sui controlli sottostanti per vedere in alternativa la mappa di Google Earth con la fascia di totalità, una foto satellitare alle 01.30 UT (nella quale la posizione di Chongqing è indicata da una freccia e un cerchio rosso), e le previsioni di MeteoBlue.

  • Eclipse path
  • Satellite image
  • Precipitation forecast

ANIMAZIONE 2

La mattina del 21 luglio, alzatomi molto presto, scopro che quasi tutte le fonti previsionali (modelli numerici, servizi meteo locali, quotidiani) sono concordi nel dare tempo molto brutto nella zona di Shanghai :’( :’(, concedendo sempre qualche speranza in più a Chongqing. Allora decido definitivamente di partire e, durante la nostra visita al parco scientifico e tecnologico di Shanghai, nel giro di due ore e non poche telefonate (che sconterò pesantemente sulla bolletta :’( ) riesco ad organizzare il “raid”. L’aereo e l’albergo mi vengono procurati dall’agenzia della nostra guida, mentre grazie all’interessamento di un mio amico cinese di Xi’An riesco a trovare una guida locale a Chongqing che, sebbene a caro prezzo, si rivelerà valida ed indispensabile. Le seguenti 24 ore sono talmente intense, che vale la pena di renderne una cronaca più dettagliata.

Alla rincorsa dell’eclisse

21 luglio 2009

Ore 12.00. La mia decisione è entrata nella fase operativa. Perciò mi precipito in albergo, sito verso nord a circa 15 km dal centro, a preparare le valigie con l’attrezzatura (voluminosa e pesante: oltre 40 kg!).

Ore 13.00. Dall’albergo torno in centro a Shanghai con il taxi a pagare il biglietto aereo che mi era stato prenotato dall’agenzia poche ore prima; nel frattempo confermo l’ingaggio della guida all’agenzia di Chongqing.

Ore 15.00. Arrivo all’aeroporto di Shanghai. All’attesa del volo incontro alcuni Europei, ed in particolare una famiglia di slovacchi che come me ha deciso di tentare il tutto per tutto.

Ore 17.50. L’aereo decolla. Durante il volo di circa due ore e mezza guardiamo preoccupati il cielo carico di nubi, con un florilegio di cumulonembi che nascondono alla vista qualunque dettaglio della superficie. Arrivati quasi a Chongqing, tuttavia, ci accorgiamo che il cielo è relativamente pulito, nonostante un po’ di velature e di foschia nei bassi strati (sotto i 3000 m). Dopo l’atterraggio, le stelle più luminose del cielo estivo sono comunque visibili.

Ore 20.30. All’arrivo a Chongqing, faccio conoscenza con un tedesco, che mi annuncia trionfalmente che con un prossimo volo sta per arrivare nientemeno che Fred Espenak, alias “Mr. Eclipse”, e che farà di tutto per andare nel suo stesso albergo. Io però decido di procedere autonomamente perché ho un’attrezzatura abbastanza complessa la cui preparazione richiede un po’ di tempo e un luogo tranquillo.

Ore 22.00. La guida di Chongqing, che era venuta a prendermi all’aeroporto, mi accompagna in albergo, e concordo con lui una lista di posti di osservazione possibili e un orario di partenza. In serata devo rifare tutto il programma fotografico poiché tempi e durata dell’eclisse sono diversi da quelli predisposti per Shanghai.

A questo punto vi starete forse chiedendo (o forse no 1): ma questa benedetta eclisse, l’hai vista e fotografata oppure no? La risposta è che sì, sono riuscito ad osservarla e fotografarla, sebbene non in condizioni ideali. Arriviamo alle prime ore del mattino del 22 luglio, e procediamo con la nostra narrazione.

22 luglio 2009

Ore 01.30. Dopo aver rifatto tutto il programma e le prove, riesco a coricarmi per un breve riposo.

Ore 04.00. Con dovuto anticipo, partiamo insieme alla guida per cercarci un posto adatto all’osservazione. Dopo averne scartato uno vicino all’aeroporto perché troppo polveroso, prendiamo l’autostrada che conduce verso nord, e poi ci inoltriamo nelle colline della campagna cinese in mezzo a frutteti e risaie, ad una trentina di km dal centro città. Alla fine scoviamo un pendio abbastanza aperto, alcune decine di metri sopra il piano strada, e qui decido di fermarmi e montare l’attrezzatura. Il luogo scelto ha coordinate: lat. 29.80219° N, long. 106.71958 E, e altezza di circa 400 m.

Ore 06.00. L’alba. Purtroppo, il cielo si è nel frattempo coperto di velature sottili, che lo rendono un po’ lattiginoso. Il Sole è visibile senza problemi ma i tempi di posa, anche per la bassa altezza sull’orizzonte, sono di tre stop inferiori a quelli che avevo preparato in Italia.

Alba “velata” sulla mia postazione osservativa

Sunrise

Ore 08.08. Ad un’altezza sull’orizzonte di circa 24°, l’eclisse ha ufficialmente inizio!

Ore 9.13-9.18. Totalità! Riusciamo a vederla interamente, ma le velature consentono di apprezzare solo la parte più interna della corona solare. L’effetto è comunque spettacolare, e la presenza nel cielo dei veli colorati di blu scuro è molto scenografica. Venere è chiaramente visibile.

Ore 10.31. Quarto contatto: l’eclisse è finita. Nel frattempo la nostra stella ha raggiunto i 55° di altezza: il caldo si fa intenso, e lo smontaggio dell’attrezzatura sotto una canicola implacabile si rivela particolarmente impegnativo.

Ora passiamo alla descrizione dell’evento. Le circostanze dell’eclisse calcolate per la mia postazione sono:

  • Primo contatto (inizio eclisse): 00:08:13 UT (08:08:13 locali)
  • Secondo contatto (inizio totalità): 01:13:15 UT (09:13:15 locali)
  • Centralità dell’eclisse: 01:15:34 UT (09:15:34 locali)
  • Terzo contatto (fine totalità): 01:17:54 UT (09:17:54 locali)
  • Quarto contatto (fine eclisse): 02:31:07 UT (10:31:07 locali)

la durata della fase di totalità è quindi di 4 minuti e 39 secondi. Ben meno dei 5m30s di Shanghai o dei 6m39s della massima durata, ma pur sempre la più lunga fase di totalià a cui io abbia mai assistito finora!

Mosaico con pose in nove diversi istanti (ora locale): 08:36, 8:45, 8:55, 9:05, 9:15 (totalità), 9:24, 9:34, 9:45, 9:56

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Anello di diamante in ingresso al secondo contatto. Si vede l’effetto “flou” prodotto dalle velature e alcuni grani di Baily.

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Fase di totalità: compositazione digitale della corona di 4 pose da 1/15, 1/8, 1/4 e 1/2 s estratte da 7 serie, per un totale di 28 pose; elaborazione a cura di Lorenzo Comolli. Ben visibili i tenui dettagli della corona, che anche mostra una struttura tipica della fase di minimo di attività.

coronacomposite

Anello di diamante in uscita (ore 09.18 locali). In questo caso i grani di Bailly si vedono molto meglio.

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Particolare ingrandito della posa precedente con zoom sulla protuberanza. Questo “arco” di gas incandescente ha dimensioni reali di circa 50000 km, cioè ben quattro volte il diametro della Terra!!

prominencecloseup

Filmato con l’animazione completa dell’eclisse (filmato di circa 180 frame). Accompagnato da colonna Sonora (C) Enya

(Attenzione: per vedere i filmati è necessario installare la versione 10 di Flash player!)

Filmato “Time-lapse” dell’eclisse, assemblato a partire da circa 400 fotogrammi presi con una Canon EOS 300D e obiettivo Sigma 10 mm a f/8. Si noti il lento ma continuo movimento dei cirri in alta quota. Accompagnato da colonna Sonora (C) Enya

Purtroppo non sono riuscito a effettuare precise rilevazioni ambientali, per mancanza degli strumenti adatti (stazione meteo e luxmetro, rimasti con il resto del mio gruppo), non sono stato in grado di effettuare misure ambientali. Ricordo solo una brezza proveniente da est-sudest nelle prime ore del mattino (quando la temperatura era comunque già intorno ai 27-28 °C), e una piacevole frescura durante la fase di totalità. Tuttavia, dalle rilevazioni della stazione meteo (METAR) dell’aeroporto di Chongqing, non troppo distante dalla mia postazione, non si è notata alcuna significativa variazione termica, come invece era accaduto nel 2008 con le stazioni di Novosibirsk e Barnaul.

Pur non avendo con me strumenti di misura del flusso luminoso, si può comunque provare a sfruttare le immagini acquisite dalla Canon EOS 300D montata sul treppiede fisso per il time-lapse. Essa, infatti, ha acquisito tutte le pose in modalità di priorità dei diaframmi (Av), con rapporto focale e ISO fissati e calcolo automatico del tempo di esposizione. Una fotocamera, opportunamente tarata, può essere utilizzata per misurare la luminanza: si veda, a tale proposito, il documento della Kodak Estimating Luminance and Illuminance with Reflection-Type Exposure and an 18% Neutral Test Card. Ovviamente, nel nostro caso ci sono da tenere in conto diverse fonti di imprecisione:

  1. Non abbiamo effettuato nessuna calibrazione
  2. La fotocamera calcola il tempo di esposizione trovando un inevitabile compromesso con una zona ristretta e molto luminosa (il Sole) che gradualmente si sposta nel campo, e il resto della scena;
  3. La presenza di nuvole (cirri) di spessore variabile ha chiaramente costituito un fattore di disturbo delle misure rispetto al cielo sereno.

Ciononostante, confrontando i tempi di posa, troviamo valori da 1/3200 s fino a 4s, che coprono un intervallo di luminosità di un fattore di oltre 12000 volte. Proviamo quindi a sistemare questi tempi in un grafico in funzione del tempo, in scala logaritmica, con un dettaglio nei minuti della totalità. Chiaramente non avendo tarato il sistema non possiamo fornire valori quantitativi assoluti, ma solo relativi, dove il valore minimo registrato durante la totalità è posto pari a 1.

Grafico dei tempi di posa del filmato time-lapse

RelativeIlluminanceLog

Grafico dei tempi di posa del filmato time-lapse: dettaglio durante la totalità dell’eclisse

RelativeIlluminanceLogZoom

I risultati sono piuttosto interessanti: risulta chiaramente evidente il rapidissimo crollo di luminosità in corrispondenza del massimo dell’eclisse, reso ancora più evidente dalla scala logaritmica del grafico.

Ecco gli ultimi istanti della mia intensa giornata:

Ore 11.30. Dopo aver acquisito gli ultimi frame (dark, flat, ecc) e aver riposto l’attrezzatura, ritorniamo verso Chongqing dove la guida mi fa da cicerone per la città in un tour di un paio d’ore: tuttavia, sono troppo stanco per apprezzare appieno il giro turistico. Nel frattempo, le notizie provenienti dagli altri osservatori italiani con cui ero rimasto in contatto sono desolanti: quasi tutti, inclusi i miei compagni di viaggio, hanno visto solo pioggia e nuvole; è andata meglio a quelli che si erano spinti nella zona di Anji, dove sono riusciti a vedere l’eclisse fra le nuvole.

Ore 14.00. Arrivo, sfinito, all’aeroporto di Chongqing. Poco dopo apprendo che il mio volo verrà ritardato, e non si sa ancora di quanto; la cosa mi fa temere una cancellazione, che mi causerebbe molti problemi dato che in serata devo essere di ritorno a Shanghai perché la mattina dopo devo rientrare in Italia. Nel frattempo, incontro il gruppo degli Astrofili di Cortina, che quasi in massa aveva deciso come me di tentare la fortuna a Chongqing.

Ore 19.30. Partenza per Shanghai: per fortuna il volo era stato soltanto ritardato di un paio d’ore.

Ore 21.30. Arrivo all’aeroporto di Shanghai, e alle 22.30 in albergo: naturalmente sfinito ma contento per essere riuscito a “strappare” queste eclisse alla malasorte. Immaginate comunque la mia felicità di sapere che la mattina dopo la sveglia per il rientro in Italia sarà alle 5.20!!

Panorama della mia postazione con l’attrezzatura e, sullo sfondo, il paesaggio. Si tratta di una zona agricola rurale, posta sulle colline a circa 40 km a NE dal centro di Chongqing, prevalentemente coltivata a risaie terrazzate e alberi da frutto.

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Conclusioni e ringraziamenti

Come si è visto, le condizioni di visibilità di questa eclisse sono state tutt’altro che ideali: si può dire che sicuramente quella osservata nelle peggiori condizioni; ma parimenti è stata anche la più entusiasmante, essendo stata strappata alla malasorte con un bel po’ di spirito di avventura e, naturalmente, una buona dose di… fondoschiena! :mrgreen:

Inoltre, ci sono alcuni altri aspetti positivi da considerare. Il controllo tramite computer ha funzionato benissimo e si è rivelato particolarmente efficace, permettendo di riprendere molte più foto che in modalità manuale: ad esempio, durante la totalità sono riuscito ad acquisire ben sette sequenze da 11 stop (da 1/500s a 2s), per un totale di 77 pose in modalità RAW, decisamente superiore al formato JPEG per il maggiore range dinamico (e, di conseguenza, latitudine di posa) e l’assenza di artefatti dovuti alla compressione. Poi, in aggiunta alle discrete foto riprese con il rifrattore principale, rimangono quelle a largo campo del filmato time-lapse, oltre naturalmente al ricordo della mia quinta eclisse. Le fotografie mostrano chiaramente che la postazione di osservazione non era situata sulla linea centrale della totalità, che si trovava circa 60 km più a nord in linea d’aria, dato che l’ingresso e l’uscita della Luna rispetto al disco solare sono asimmetrici e non lungo il suo diametro (vedere le figure nella pagina precedente che mostrano i grani di Baily al secondo e al terzo contatto).

Per quanto riguarda l’aspetto più strettamente astronomico, il risultato più interessante è senz’altro stato l’essere riusciti, nonostante le velature, a mettere in risalto tramite una complessa elaborazione i fini dettagli della corona solare interna, la cui struttura è quella tipica da minimo di attività; da notare che anche nel 2008 essa aveva mostrato un aspetto praticamente identico. Ciò è in pieno accordo con l’assenza di macchie sulla superficie del Sole, la quale ne testimonia la prolungata (e probabilmente anomala) fase di quiescenza.

Un paio di curiosità che sicuramente valgono la pena di essere menzionate riguardo a Chongqing. Innanzitutto, cosa assai rara, essa potrà godere addirittura di due eclissi nel giro di sei mesi: verrà infatti interessata anche dall’eclisse anulare del 15 gennaio 2010. Poi, questa città ha un clima molto infelice, assai nebbioso di inverno e nuvoloso, piovoso, caldo e umido d’estate. L’insolazione media è circa 1200 h annue, cioè il 40% in meno di Milano e la metà dei valori tipicamente riscontrati lungo le coste liguri. E, come “ciliegina sulla torta”, nemmeno dieci giorni dopo, questa città e le zone limitrofe sono state colpite da una serie di inondazioni che hanno causato numerose vittime.

Questo articolo non potrebbe sicuramente terminare senza alcuni doverosi ringraziamenti a:

  • Il nostro capogita Alfonso “Alf” Mantero e L’agenzia Biz or Fun di Genova per la valida organizzazione del viaggio;
  • Le mie due guide di Shanghai, Lu, e di Chongqing, Mike, nonché il mio amico Yannian, per il prezioso supporto fornito in questa mia avventura;
  • I miei due amici Elisabeth e Gregoire per avermi prestato l’obiettivo a largo campo con cui ho acquisito le immagini per il filmato time-lapse;
  • L’amico Lorenzo Comolli per avermi dato l’idea e l’assistenza nel controllo remoto della fotocamera, e per il prezioso contributo fornito nell’elaborazione delle foto composita della corona solare;
  • Tutti i miei simpatici compagni di viaggio, per aver sopportato le mie “frenesia meteologica acuta”. Inoltre, a loro vanno anche le mie più sentite condoglianze per aver avuto meno fortuna di me :mrgreen: e le mie scuse per averli abbandonati senza alcun preavviso.

I valorosi eroi del viaggio in Cina :mrgreen:

GroupPicture

Che cosa vorrei per il futuro? L’opportunità di vedere un’eclisse comodamente, senza bisogno di escogitare espedienti o fare scongiuri perché il tempo collabori. Chiedo troppo?

Chi vivrà vedrà, ma posso senz’altro dire è valsa comunque la pena di vivere quest’avventura, in ogni secondo e in ogni momento!!

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