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mar 01 2009

La Cometa C/2007 N3 Lulin

C/2007 N3 Lulin

Scoperta nell’estate del 2007 da alcuni astronomi cinesi, la C/2007 N3 Lulin era una cometa nel complesso non troppo appariscente, ma pur sempre interessante e in posizione comoda per l’emisfero Nord. Nel settembre 2008 le osservazioni facevano presagire che la cometa avrebbe potuto raggiungere la quarta magnitudine nel momento di sua migliore visibilità, previsto per la seconda metà di febbraio del 2009.

Una volta passata la congiunzione con il Sole, a partire da Natale 2008, le nuove osservazioni ridimensionano le previsioni, collocando la Lulin intorno alla sesta magnitudine. Il che la renderebbe un oggetto comunque degno di nota. La minima distanza dalla Terra (0.41 UA, o circa 60 milioni di km) è prevista per il 24 febbraio, quando la cometa sta attraversando la costellazione del Leone. Due gli avvicinamenti con oggetti celesti di una certa importanza: Saturno il 24 febbraio, e Regolo (Alpha Leonis) il 28 febbraio. Ecco la mappa del percorso della Lulin nella volta celeste (Ricavata con il software Perseus):

Lulin-track

Primo “avvistamento”

Nelle prime due settimane di febbraio il meteo non offre molte occasioni, anche se la cometa si trova comunque ancora a declinazioni troppo meridionali. Il primo tentativo di osservazione lo faccio da casa (zona suburbana nella Lombardia nordoccidentale) il 18 febbraio con un binocolo 7 x 50: dopo alcuni tentativi riesco a localizzare la cometa come un debole batuffolo luminoso che si stacca appena dal fondo cielo, circa 5 gradi a sud-sudest di Gamma Virginis (Porrima). Appare subito chiaro che l’unico modo di poter fare delle osservazioni (e delle fotografie) decenti sarà quello di spingersi verso cieli sufficientemente bui.

Fortunatamente, nella la seconda metà di febbraio tutto il Nord Italia si trova sotto intense correnti settentrionali in quota, che a sud delle Alpi portano generalmente tempo buono, disturbato soltanto da qualche occasionale passaggio di nubi alte.

Immortaliamo la Lulin!

Analizzando le effemeridi, era chiaro che nel periodo di massimo avvicinamento alla Terra, per ragioni puramente geometriche la velocità apparente della cometa sarebbe stata assai elevata, ponendo così una sfida nel cercare di ottenere buone pose. In particolare, essa di muoveva di circa 10° al giorno soprattutto in ascensione retta (precisamente: -0.2 arcmin/min in AR e + 0.08 arcmin/min in declinazione), che si traduce già in un mosso visibile in un minuto di posa con un semplice teleobiettivo da 300 mm. Appare chiaro che per focali lunghe è assolutamente necessario (auto)guidare direttamente sulla cometa.

La prima occasione di poter fotografare seriamente la cometa arriva il 21 febbraio, quando con alcuni amici (Giosuè Ghioldi e Lorenzo Comolli) salgo una notte sull’Appennino Ligure nei dintorni di Capanne di Cosola. Nonostante qualche velatura, lì il cielo è davvero buio, e la Lulin si riesce a vedere agevolmente ad occhio nudo; nel binocolo 20 x 110 di Lorenzo la cometa mostra anche una coda di circa 1 grado. Questa è una buona occasione da non lasciarsi scappare; tutte le pose sono state acquisite con una Canon EOS 350D modificata Baader, impostata a 800 ISO, con sistemi ottici diversi tutti ospitati su una montatura Losmandy G11 motorizzata con FS2.

C/2007 N3 Lulin74_dark_flat

Cometa Lulin, 21/02/09: singola posa di 10 minuti con rifrattore Vixen ED 103SWT; guida con Magzero MZ-5m sul nucleo della cometa, e rifrattore guida Night Technology NT 80, 80 mm f/6. 4 dark frame e 10 flat field, elaborazione DeepSkyStacker e Photoshop CS3.

Naturalmente, la possibilità di compositare più pose permette di ottenere risultati migliori:

C/2007 N3 Lulin

Cometa Lulin, 21/02/09: 50 minuti di posa (5 pose da 10 min) con rifrattore Vixen ED 103SWT; 4 dark frame e 10 flat field, elaborazione con DeepSkyStacker, Maxim DL e Photoshop CS3

Come si diceva, la Lulin di per sé non è un oggetto appariscente, ma comunque presenta un certo interesse perché è una delle rare volte in cui, grazie alle circostanze geometriche, essa mostra una “anticoda” molto appariscente, che è visibile solo in quei particolari casi in cui la Terra attraversa il piano orbitale della cometa.

Usando opportuni filtri sull’immagine precedente, e convertendola in bianco e nero, possiamo esaltare meglio la presenza dell’anticoda di polveri e della coda di ioni, come si vede nella figura seguente:

C/2007 N3 Lulin

Cometa Lulin, 21/02/09: 50 minuti di posa (5 pose da 10 min) con rifrattore Vixen ED 103SWT; elaborazione con DeepSkyStacker, Maxim DL e Photoshop CS3

Rendez-vous con Saturno

La notte tra il 23 e il 24 febbraio è quella del massimo avicinamento a Saturno, nella costellazione del Leone. Purtroppo la distanza di circa 2 gradi mi richiede di abbassare la focale di ripresa, passando dai 800 mm del Vixen ai 480 del rifrattore Night Technology. La sera del 23 la sorte mi aiuta, poiché il foehn soffia forte sulla Pianura Padana, portando un cielo assai terso. L’occasione è ghiotta, e poco dopo mezzanotte riesco a scattare alcune foto della Lulin:

C/2007 N3 Lulin

Cometa Lulin, 24/02/09: 2 minuti di posa con rifrattore NT80; elaborazione con DeepSkyStacker, Maxim DL e Photoshop CS3. La “stella” luminosa in alto a destra è Saturno.

Purtroppo l’inquinamento luminoso mi limita le pose a 2 minuti: tuttavia riesco agevolmente a fotografare l’avvicinamento. Si noti che Saturno appare come una stella e non come un pianeta vero e proprio, dato che per poter riprendere tutt’e due gli oggetti è stato necessario usare uno strumento a campo piuttosto largo.

Una cometa al galoppo

Come si diceva prima, i calcoli suggerivano che la cometa potesse essere abbastanza veloce rispetto alle stelle del fondo cielo: posso assicurare, per aver visto di persona, che è davvero così! Ci si accorgeva molto facilmente dello spostamento nel campo del telescopio o del binocolo anche solo nel giro di pochi minuti. La seguente animazione, che copre un breve intervallo (solo 20 minuti, pose di due minuti ciascuna), rende abbastanza bene l’idea (cliccare sull’immagine per l’animazione):

C/2007 N3 Lulin

Conclusioni

La cometa Lulin è stata seguita abbastanza agevolmente in tutto il mondo almeno fino alla metà di marzo, quando la sua luminosità ha iniziato a calare in modo decisamente vistoso rendendola ormai un oggetto piuttosto difficile. Purtroppo altri impegni mi hanno Impedito di seguirla più a lungo di quanto non sia riuscito a fare. Per lo stesso motivo, ho “perso” l’incontro ravvicinato con Regolo e con altri oggetti celesti. Nel complesso, devo comunque dire che questa piccola cometa ha concesso un bello spettacolo a tutti gli appassionati!

Vale infine la pena di sottolineare, come spesso accade in queste circostanze, il pessimo ruolo giocato dai mezzi di comunicazione (TV e giornali, sia cartacei sia elettronici), che salutavano la Lulin come la “Cometa Verde” (colorazioni che, per ragioni che ora non spieghiamo, non era certamente una sua esclusiva caratteristica) tralasciando di specificare che essa sarebbe stata visibile ad occhio nudo solo sotto cieli perfetti, e che per avere qualche speranza di vederla dai centri abitati sarebbe stato per forza necessario almeno un binocolo che l’avrebbe comunque mostrata come una semplice macchiolina lattiginosa!

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